Caldaia bloccata, pressione a 0.8 bar: anche tu tra gli 8 italiani su 10 che rischiano il gelo?

Caldaia bloccata, pressione a 0.8 bar: anche tu tra gli 8 italiani su 10 che rischiano il gelo?

Il blocco improvviso della caldaia torna a colpire famiglie e inquilini italiani oggi.

Tra le cause più frequenti spunta un dettaglio tecnico trascurato da molti: la pressione dell’impianto. Un valore sbagliato manda in blocco il generatore, spegne il riscaldamento e lascia senza acqua calda. Capire quanto bar servono e come ripristinarli evita spese inutili e giornate gelide.

Perché la pressione manda in blocco la caldaia

La caldaia funziona correttamente solo se l’impianto circola acqua alla pressione minima prevista. Sotto soglia, il flusso si interrompe, le pompe cavitano e i sensori di sicurezza fermano tutto. Sopra soglia, le dilatazioni possono forzare guarnizioni e aprire la valvola di sicurezza.

I produttori indicano un intervallo operativo. Nelle abitazioni la fascia tipica, a impianto freddo, si colloca tra 1,0 e 1,5 bar. In riscaldamento, con acqua calda, è normale vedere 1,8–2,0 bar. Oltre 3 bar molte valvole sfogano, segnando un problema da risolvere.

La fascia sicura a impianto freddo resta 1,0–1,5 bar per la maggior parte delle caldaie domestiche.

Il valore giusto: cosa significano quei numeri

Il manometro, analogico o digitale, rileva la pressione del circuito chiuso. Un dato troppo basso (0,4–0,8 bar) segnala aria nei radiatori, microperdite o carico mancante. Un dato stabilmente alto (oltre 2,5 bar a freddo) indica rubinetto di carico che non chiude bene, vaso di espansione scarico o valvola di sicurezza prossima all’apertura.

In palazzi alti, il piano influisce: ai piani alti servono alcuni decimi di bar in più per vincere la colonna d’acqua. In abitazioni su un piano, 1,2 bar spesso bastano.

Segnali da non ignorare

  • Il manometro scende lentamente ogni giorno: possibile microperdita o aria accumulata.
  • Gorgoglii nei radiatori: aria nel circuito che ostacola la circolazione.
  • Valvola di sicurezza che bagna lo scarico: pressione eccessiva o vaso di espansione scarico.
  • Errori a display e blocchi a impianto freddo: protezione attiva per pressione insufficiente.
  • Pressione che sale in poche ore senza motivo: rubinetto di carico che trafiltra.

Se leggi 0,4–0,6 bar, non forzare il riavvio: prima riporta la pressione nella fascia corretta.

Come riportare la pressione a livello

Carico manuale in sicurezza

  • Spegni riscaldamento e attendi qualche minuto che l’acqua si raffreddi leggermente.
  • Individua il rubinetto di carico (di solito blu o nero, sotto la caldaia). Apri lentamente.
  • Osserva il manometro e chiudi tra 1,2 e 1,5 bar a impianto freddo. Non superare 1,5 bar.
  • Spurga l’aria dai radiatori partendo da quelli più alti. Controlla di nuovo la pressione e, se serve, ricarica.
  • Riaccendi e verifica la stabilità del valore dopo 10–15 minuti di funzionamento.

Se la pressione sale oltre 2,0 bar a impianto freddo o scende subito dopo il carico, programma un controllo tecnico.

Le cause nascoste che fanno impazzire l’ago del manometro

  • Vaso di espansione scarico o sgonfio: non assorbe la dilatazione e fa aprire la valvola di sicurezza.
  • Rubinetto di carico che trafiltra: fa salire lentamente la pressione anche a impianto spento.
  • Microperdite in giunti o radiatori: il valore cala nel tempo e rientra dopo ogni carico.
  • Valvola di sicurezza sporca: sfoga prima del dovuto e fa perdere acqua.
  • Manometro difettoso o sensore pressione sporco: letture instabili che ingannano l’utente.

Tabella rapida: sintomi, cause, rimedi

Sintomo Possibile causa Intervento rapido
0,6–0,8 bar a freddo Aria, carico insufficiente Carica a 1,2–1,5 bar e spurga i radiatori
Oltre 2,5 bar a freddo Rubinetto che trafiltra, vaso scarico Chiudi il carico, verifica vaso di espansione
Pressione che scende ogni 24–48 ore Microperdita, spurgo incompleto Ispeziona giunti, ripeti spurgo, segna i cali
Scarico valvola bagnato Valvola sporca o starata Controllo e sostituzione valvola
Valori che saltano sul display Sensore sporco o guasto Pulizia o sostituzione sensore pressione

Errori diffusi e falsi miti

  • “Meglio tenere 2 bar fissi”: a freddo affatica guarnizioni e valvole senza vantaggi reali.
  • “Basta resettare”: il reset non corregge la causa, il blocco tornerà al primo raffreddamento.
  • “Se spurgo, risolvo tutto”: lo spurgo serve, ma senza un vaso efficiente il problema si ripresenta.
  • “Il manometro è sempre giusto”: strumenti vecchi sballano. Un manometro analogico esterno aiuta la verifica.

Quando chiamare un tecnico e quali costi aspettarsi

Servono competenze e strumenti quando la pressione non resta stabile, la valvola di sicurezza perde, il rubinetto di carico non chiude o il vaso di espansione non tiene. Un controllo con prova di tenuta e verifica vaso costa in media 60–100 euro. La sostituzione del rubinetto di carico può richiedere 90–160 euro tra pezzo e manodopera. Un vaso di espansione nuovo varia tra 80 e 150 euro, a cui sommare 120–200 euro per l’intervento. Valvola di sicurezza: 30–70 euro il componente, 70–120 euro la manodopera.

Chiedi sempre un preventivo con dettagli su pezzi, tempi e garanzia. Conserva le foto dei valori prima e dopo l’intervento: aiutano diagnosi e reclami.

Prevenzione stagionale: tre mosse che salvano l’inverno

  • A fine estate, riallinea la pressione a 1,2–1,4 bar a freddo e spurga i radiatori.
  • Controlla il vaso di espansione ogni due anni: un tecnico misura la precarica e la ripristina.
  • Tieni un manometro portatile per verificare il dato del display quando noti anomalie.

Un impianto ben equilibrato consuma meno gas, scalda più in fretta e riduce il rischio di blocchi nei giorni critici.

Norme, libretti e verifiche periodiche

La manutenzione segue il libretto di impianto e le indicazioni del costruttore. Molte regioni richiedono controlli di efficienza con cadenze tra 2 e 4 anni per generatori a gas domestici. Tenere aggiornato il libretto, annotare i valori di pressione e registrare gli interventi facilita le ispezioni e riduce contestazioni.

Se senti odore di gas, chiudi l’alimentazione, arieggia i locali e chiama subito assistenza qualificata. In presenza di perdite d’acqua importanti, interrompi il carico e isola l’impianto.

Esempi pratici e piccole simulazioni

Esempio tipico: appartamento al terzo piano, pressione a freddo a 0,8 bar, gorgoglii diffusi. Carico a 1,3 bar, spurgo dal radiatore più alto, nuovo controllo a 1,1 bar. Un secondo micro-carico fino a 1,3 bar stabilizza il circuito e elimina i gorgoglii.

Scenario opposto: pressione che sale da 1,2 a 2,4 bar in due ore a impianto spento. Chiudendo il rubinetto di carico la risalita si ferma. Diagnosi probabile: rubinetto che trafiltra. Sostituzione consigliata per evitare aperture ripetute della valvola di sicurezza e corrosioni.

Cosa tenere a portata di mano in casa

  • Chiave per lo sfiato dei radiatori e straccio assorbente per evitare gocce su pavimenti sensibili.
  • Torcia e guanti, per lavorare in sicurezza sotto la caldaia.
  • Blocco note con date e valori letti: uno storico aiuta a riconoscere pattern e cali ricorrenti.

1 commento su “Caldaia bloccata, pressione a 0.8 bar: anche tu tra gli 8 italiani su 10 che rischiano il gelo?”

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