Una scelta emotiva può pesare su pulizia, consumi e sicurezza domestica.
I sacchi corrono dai bancali alle auto, e il dubbio rimane: chiaro o scuro? Le etichette dicono poco, le promesse confondono. Servono numeri, prove semplici e qualche domanda scomoda al rivenditore.
Perché il colore inganna
Il pellet chiaro spesso viene da conifere pulite, con poca corteccia. Quello scuro può includere più corteccia o legni duri come faggio e quercia. Il colore dipende anche da essiccazione, temperatura di pressatura e stoccaggio.
Un pellet scuro non è per forza scadente. Un pellet chiaro non è automaticamente “premium”. La qualità reale vive in tre parametri: umidità, ceneri, durabilità meccanica.
Il colore non certifica la qualità. Chiedi dati misurabili: umidità ≤ 10%, ceneri ≤ 0,7%, durabilità ≥ 98%.
Legno, corteccia e additivi: cosa cambia davvero
Più corteccia significa più minerali, quindi più ceneri. Un contenuto di corteccia 5–10% può far salire le ceneri da 0,3% a 0,8% in massa.
Le conifere hanno resine che spingono il potere calorifico a 4,7–5,0 kWh/kg. I legni duri portano una combustione più stabile, ma non sempre più energia.
Gli standard di qualità non consentono colle sintetiche. Alcuni produttori usano amidi vegetali come aiuto al processo, ma in tracce. Un eccesso di additivi aumenta polveri e depositi nel braciere.
Cosa raccontano i dati: confronto pratico
| Parametro | Chiaro | Scuro | Cosa significa per te |
|---|---|---|---|
| Potere calorifico | 4,7–5,0 kWh/kg | 4,5–4,9 kWh/kg | Incide sui consumi a parità di comfort |
| Ceneri | 0,3–0,6% | 0,4–1,0% | Più ceneri = più pulizia e rischio incrostazioni |
| Umidità | 6–9% | 6–10% | Umidità alta riduce resa e aumenta fumo |
| Durabilità meccanica | ≥ 98% | ≥ 97,5% | Meno sbriciolamento, meno polveri in coclea |
| Punto fusione ceneri | ≥ 1200 °C | 1000–1200 °C | Punto basso favorisce clinker in braciere |
| Prezzo medio sacco 15 kg | 7–10 € | 6–9 € | Conta il costo €/kWh utile, non solo il sacco |
Con ceneri 0,3% e consumo 2 t/anno, produci ~6 kg di residui. A 1% sali a ~20 kg: più ore di pulizia.
Le certificazioni che contano
La norma EN ISO 17225-2 classifica il pellet da legno. La classe A1 copre i prodotti più puliti per uso domestico. ENplus e DINplus applicano controlli di filiera e qualità costante.
- Umidità: ≤ 10%.
- Ceneri: ≤ 0,7% (A1); molte etichette indicano 0,2–0,5%.
- Durabilità meccanica: ≥ 98,0%.
- Frazioni fini nel sacco: ≤ 1% a 3,15 mm.
- Densità apparente: 600–750 kg/m³.
- Diametro: 6 o 8 mm; lunghezza: 3,15–40 mm.
Chiedi la scheda tecnica aggiornata e la data di produzione. La stagionatura in magazzini umidi alza l’umidità e rovina il rendimento, anche se il pellet nasceva “perfetto”.
Prove pratiche da fare a casa
Test rapidi e affidabili
- Test del bicchiere: immergi 2–3 pellet. Se si spappolano subito, la lignina è bassa o l’umidità è alta.
- Test del pugno: stringi una manciata. Troppa polvere preannuncia inceppamenti e consumo irregolare.
- Braciere pulito: osserva il residuo dopo 24 ore. Croste vetrose indicano punto di fusione ceneri basso.
Segna consumi e orari di pulizia per una settimana. Confronta due lotti diversi nelle stesse condizioni. I numeri, non gli occhi, decidono.
Manutenzione e sicurezza
Una stufa con pellet a ceneri 0,3% richiede svuotamenti meno frequenti. Con 2 tonnellate annue, la differenza tra 0,3% e 1% vale 14 kg di cenere in più da gestire.
Le incrostazioni (clinker) riducono il passaggio d’aria. Aumentano CO e fuliggine. Un braciere pulito mantiene stabile la fiamma e riduce gli odori in accensione.
Prezzi, costi nascosti e false promesse
Un sacco da 15 kg con 4,8 kWh/kg contiene ~72 kWh di energia. A 8 € per sacco, il costo lordo è ~0,11 €/kWh. Con una stufa all’85% di rendimento diventa ~0,13 €/kWh utile.
Un pellet meno caro ma umido o friabile brucia peggio. Consumi di più per lo stesso comfort. Paghi con gli interessi in sacchi extra e pulizie aggiuntive.
Conta il costo per kWh utile. Il colore non entra nel calcolo.
Esempio di stagione tipo
Consumo: 2 tonnellate. Sacchi: ~133. A 8 € l’uno spendi ~1.064 €. Con pellet a ceneri 0,3% dedichi ~15 minuti di pulizia ogni 3–4 giorni. Con 1% puoi arrivare a 15 minuti al giorno in periodi freddi.
Se il tuo tempo vale 12 €/ora, 20 ore in più a stagione sono ~240 € di costo implicito. Un pellet più “pulito” anche se costa 0,50 € in più a sacco può ripagarsi.
Domande da fare al rivenditore
- Qual è la classe secondo EN ISO 17225-2? È ENplus A1 o DINplus?
- Umidità dichiarata e data di test?
- Ceneri e punto di fusione ceneri (°C)?
- Provenienza della biomassa e presenza di corteccia?
- Percentuale di fini nel sacco e durabilità meccanica?
- Data di produzione e condizioni di stoccaggio in magazzino?
- Politica di reso in caso di lotto difettoso?
Se arrivano solo risposte vaghe, cambia fornitore prima che arrivino i problemi.
Quando preferire chiaro o scuro
Stufe datate con braciere piccolo lavorano bene con pellet a basse ceneri e alto punto di fusione, spesso più “chiari”.
Caldaie con estrazione automatica cenere gestiscono senza stress pellet più “scuro” e denso, se certificato e con dati in regola.
Case in zone umide: cura il sacco. Scegli imballi barriera e bancali integri. Un pellet ottimo può peggiorare dopo una settimana all’aperto.
Segnali utili in negozio
- Sacchi con condensa interna? Rischio umidità alta.
- Etichetta senza data o lotto? Nessuna tracciabilità.
- Tanto polverino visibile? Durabilità scarsa o movimentazione ruvida.
Approfondimenti e strumenti utili
Glossario rapido: durabilità meccanica indica la resistenza alla frantumazione durante trasporto e carico. Poche “fini” riducono inceppamenti e combustione irregolare. Il punto di fusione ceneri prevede la tendenza a formare clinker che soffocano la fiamma.
Mini-simulazione: con 7,5 € a sacco, PCI 4,7 kWh/kg e rendimento 88%, il costo del calore utile è ~0,12 €/kWh. Se passi a un pellet con umidità 11% e rendimento reale 80%, sali a ~0,14 €/kWh anche pagando meno il sacco.
Rischi tipici: clinker ricorrenti indicano minerali elevati o aria primaria mal regolata. Riduci l’aria, aumenta la pulizia del braciere e valuta un pellet con ceneri più basse e punto di fusione più alto.
Uso delle ceneri: piccole quantità si possono destinare a piante ornamentali ricche di potassio. Evita orti e terreni già alcalini. Smaltisci secondo regolamenti locali e dopo completo raffreddamento.










Super article, hyper clair. Merci pour les chiffres (0,3% cendres, 4,8 kWh/kg) et les tests simples. Je me rends compte que je payais le sac, pas le kWh utile… Je vais arrêter de juger à la couleur, cest trompeur.