Spifferi dalle finestre: con il test dell’accendino capisci dove butti 300 euro l’anno in 7 mosse

Spifferi dalle finestre: con il test dell’accendino capisci dove butti 300 euro l’anno in 7 mosse

La soluzione spesso parte da pochi millimetri trascurati.

Una fessura invisibile lungo il telaio lascia uscire calore e fa entrare aria fredda. Un accendino ti aiuta a individuarla in pochi minuti, senza strumenti costosi. Agisci con metodo e prudenza per ridurre sprechi e disagi.

Perché gli spifferi ti costano caro

Le infiltrazioni d’aria obbligano la caldaia o la pompa di calore a lavorare più a lungo. Il comfort crolla e i consumi crescono. Nelle abitazioni con infissi datati, le perdite incidono spesso tra il 5% e il 25% dei costi di riscaldamento.

Se spendi 1.200 euro l’anno per scaldare casa, una dispersione del 10% vale 120 euro. Con spifferi più marcati, la cifra supera facilmente i 300 euro. La diagnosi rapida permette di intervenire prima del picco di stagione.

Fai il test nei giorni freddi e ventosi: le deviazioni dell’aria risultano più evidenti e i punti critici emergono subito.

Il test dell’accendino: come farlo senza rischi

La fiamma rivela il movimento dell’aria. Se tremola, si inclina o si spegne, c’è un passaggio. Serve attenzione e un perimetro di sicurezza.

Procedura passo passo

  • Scegli una giornata ventosa e spegni cappe, ventilatori, VMC e split in modo da non falsare il flusso.
  • Chiudi porte e finestre della stanza. Aspetta due minuti perché l’aria si stabilizzi.
  • Usa un accendino lungo o un fiammifero lungo, meglio se con protezione per le dita.
  • Avvicina la fiamma a 1–2 cm da guarnizioni, angoli, nodo centrale, maniglia, soglia e traverso superiore.
  • Muovi lentamente lungo tutto il perimetro. Osserva deviazioni o tremolii anomali.
  • Segna i punti sospetti con un pezzetto di nastro carta per rivederli a finestra spenta.
  • Ripeti su cassonetti degli avvolgibili, cerniere, guide degli scorrevoli e punto di incontro tra telaio e muro.

Se la fiamma devia o trema, esiste una perdita d’aria. Segna il punto e pianifica l’intervento più adatto.

Sicurezza prima di tutto

  • Allontana tende, carte e tessuti almeno 50 cm dalla zona di controllo.
  • Non eseguire il test vicino a bombolette, spray o prodotti infiammabili.
  • Tieni a portata una tazza d’acqua. Non fare il test con bambini o animali nella stanza.
  • Preferisci un bastoncino di incenso o uno smoke pencil se ti senti più tranquillo.

Alternative senza fiamma

Un filo di lana, una striscia di carta leggera o un batuffolo appeso a un filo mostrano il flusso d’aria. Un termometro a infrarossi individua le zone più fredde del telaio. Una piccola termocamera per smartphone visualizza ponti termici e dispersioni in modo immediato.

Dove si annidano le perdite più comuni

  • Guarnizioni indurite o interrotte lungo il battente.
  • Giunto telaio-muro mai sigillato o con silicone fessurato.
  • Ferramenta fuori registro: l’anta chiude ma non comprime bene.
  • Soglie, guide di scorrevoli e binari con spazzole usurate.
  • Cassonetti degli avvolgibili non coibentati o con fessure.
  • Fori passacavi, prese e passaggi impianti vicino ai serramenti.

Basta una fessura di 1 mm lunga 1 metro per equivalere, come sezione aperta, a un foro di 10 cm².

Rimedi rapidi ed economici

Guarnizioni adesive

Scegli EPDM o silicone per durata e elasticità. Sezione a D o a P per gap medio; sezione piatta per battute uniformi. Pulisci, sgrassando con alcol isopropilico, e applica senza stirare la guarnizione. Costo 0,8–2 euro al metro, tempo 20–40 minuti per finestra.

Spazzole e para-spifferi per soglie

Utili su portefinestre e scorrevoli. Le spazzole si avvitano su profili in alluminio o PVC. Riduci l’ingresso d’aria sotto l’anta. Costo 3–6 euro al metro, tempo 30–60 minuti.

Sigillante e schiuma

Il silicone neutro sigilla microfessure esterne e interne. La schiuma poliuretanica riempie vuoti tra telaio e controtelaio. Proteggi i bordi con nastro e rifinisci dopo la polimerizzazione. Costo 5–10 euro a bombola, tempo 30–45 minuti.

Regolazione della ferramenta

Le cerniere e i nottolini a fungo regolano la compressione sulla guarnizione. Un quarto di giro può chiudere uno spiffero. Consulta il manuale del serramento o chiedi a un tecnico se l’anta gratta. Intervento da 10–20 minuti per anta.

Intervento Costo indicativo Tempo per finestra Difficoltà Beneficio atteso
Guarnizioni adesive EPDM 0,8–2 €/m 20–40 min Bassa Riduce spifferi fino al 70%
Spazzole sottoporta 3–6 €/m 30–60 min Media Blocca correnti dalla soglia
Silicone neutro 5–8 € 15–30 min Bassa Sigilla giunti fissi
Schiuma poliuretanica 6–10 € 30–45 min Media Riempe vuoti strutturali
Regolazione ferramenta 0–50 € 10–20 min Media Migliora compressione e tenuta

Interventi mirati sui serramenti riducono i consumi del 5–15% in molte abitazioni con infissi non recenti.

Quando conviene sostituire gli infissi

Se l’anta si deforma, il telaio marcisce o il vetro è singolo, la sostituzione ha senso. Un vecchio serramento può avere Uw intorno a 4–5 W/m²K. Un moderno finestra in PVC, legno o alluminio a taglio termico scende a 1,1–1,4 W/m²K. Con triplo vetro puoi arrivare a 0,8–1,0 W/m²K.

Il taglio delle dispersioni si traduce in un 15–30% di risparmio sul riscaldamento, a seconda della zona climatica e della superficie finestrata. Il rientro dell’investimento varia tra 5 e 12 anni. Le detrazioni fiscali per la sostituzione dei serramenti, fino al 50% secondo le norme vigenti, accorciano i tempi.

Quanto risparmi davvero: due esempi veloci

  • Riscaldamento a gas: 900 Smc/anno a 1,00 €/Smc. Taglio del 10% dopo la sigillatura = 90 Smc = 90 euro l’anno.
  • Pompa di calore: 5.000 kWh/anno a 0,22 €/kWh. Taglio del 10% = 500 kWh = 110 euro l’anno.

Con spifferi importanti il taglio può raddoppiare. Il recupero cresce nelle zone fredde e nelle case esposte al vento.

Manutenzione stagionale che fa la differenza

Pulisci e ingrassa le guarnizioni con spray al silicone due volte l’anno. Aspirapolvere e panno sui binari eliminano granelli che aprono microspazi. Controlla i cassonetti e valuta l’isolamento interno con pannelli in poliuretano o lana minerale.

Programma 30 minuti a finestra per ispezionare viti, nottolini e copri cerniere. Verifica la chiusura in più punti con una striscia di carta: se si sfila facilmente a battente chiuso, manca pressione in quel punto.

Attenzione a condensa e ricambio d’aria

Sigillare non significa sigillare tutto. Il ricambio d’aria resta necessario per evitare umidità e muffe. Valuta microventilazione, griglie autoregolanti o una VMC puntuale nelle stanze più umide. Un igrometro ti avvisa oltre il 60% di umidità relativa.

Quando chiamare un professionista

Se l’anta tocca il telaio, la ferramenta è danneggiata o il telaio è fuori piombo, serve un serramentista. Il tecnico misura il fuori squadra, regola i perni di chiusura, sostituisce guarnizioni compatibili e verifica l’appoggio del vetro. Un controllo professionale ben fatto aumenta la vita dell’infisso e riduce i consumi.

1 commento su “Spifferi dalle finestre: con il test dell’accendino capisci dove butti 300 euro l’anno in 7 mosse”

  1. Guida utilissima! Ho fatto il “test dell’accendinio” su due finestre e ho scoperto una fuga vicino al nodo centrale che non avrei mai notato. Con nastro carta ho segnato i punti e domani provo guarnizzioni EPDM a D. Se davvero risparmio anche solo 100€ quest’inverno, è già oro.

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