“Pago troppo l’acqua calda!” è una frase che rimbalza in testa quando arriva la bolletta e il vapore della doccia sembra costare oro. Nascosto dietro la scocca dello scaldabagno c’è un segreto: un’impostazione spesso ignorata, capace di cambiare i conti senza cambiare le abitudini. Non è magia, è termostato. E un piccolo gesto quotidiano.
Giro la manopola dell’acqua e cerco quella temperatura “giusta” che non bruci e non faccia rabbrividire. Intanto, da qualche parte nel muro, lo scaldabagno fa il suo lavoro silenzioso, come un frigorifero al contrario. Eppure ogni mese scopro che quell’acqua tiepida è una diva capricciosa: esige più elettricità o gas del previsto. Poi un tecnico mi mostra una rotellina nascosta, grande come una moneta. Una manopola invisibile muove davvero la bolletta. Una sola tacca cambia tutto. Sembra poco. Non lo è.
La perdita invisibile: calore sprecato, soldi spesi
Ci siamo passati tutti: una doccia troppo calda, poi fredda, poi di nuovo calda. Quell’altalena non è solo fastidio. È energia buttata. Molti scaldabagni sono impostati di fabbrica troppo in alto, con acqua a 60–70 °C che poi misceliamo a valle fino a 40–42 °C. Tradotto: paghiamo per scaldare acqua che raffreddiamo subito. Un paradosso quotidiano che somma euro su euro a fine stagione.
In un appartamento medio, l’acqua calda sanitaria pesa una fetta concreta dei consumi domestici, spesso tra cucina e bagno. Le ore di punta? Mattino e sera. Se il serbatoio elettrico resta a temperatura massima tutto il giorno, disperde calore nelle pareti come una stufetta invisibile. Un vicino mi ha raccontato di aver abbassato la temperatura di “due scatti” e acceso un semplice timer: nel trimestre dopo ha visto scendere la spesa di circa il 12%. Conta la temperatura. Conta il tempo.
Perché accade? Il calore scappa sempre dai serbatoi verso l’aria più fredda. Più alta è la temperatura interna, più rapida la fuga. Con un termostato troppo generoso, lo scaldabagno lavora a intermittenza per mantenere il livello impostato, anche quando nessuno si sta lavando. E se la resistenza è incrostata di calcare, serve ancora più energia per ottenere gli stessi gradi. L’algoritmo è semplice: qualche grado in meno e cicli più brevi = meno dispersione.
L’impostazione “segreta” che taglia la bolletta
Ecco il punto: la temperatura target. Per uno scaldabagno istantaneo, l’intervallo d’oro è spesso tra 45 e 50 °C, così da evitare miscelazioni eccessive al rubinetto. Per un modello a serbatoio, la mossa smart è impostare lo stoccaggio intorno a 60 °C e installare una valvola miscelatrice termostatica in uscita che consegni 45–48 °C ai rubinetti. Così limiti il rischio microbiologico ma non “cuoci” la bolletta al miscelatore.
Tocca anche ai tempi: programma l’accensione nelle ore in cui serve davvero. Due finestre corte, mattina e sera, bastano a molte famiglie. Con una presa smart certificata per l’amperaggio del tuo scaldabagno puoi creare un calendario settimanale e spegnere quando la casa è vuota. Diciamoci la verità: nessuno lo fa davvero ogni giorno manualmente. Un promemoria mensile per sciacquare il calcare dalla doccia e una copertina isolante sul boiler completano l’opera.
Un tecnico mi ha sussurrato una regola semplice: “togli 5 gradi finché non noti fastidio”. Se tutto fila, tieni quella soglia. Se l’acqua scarseggia alla seconda doccia, aggiungi un giro.
“La temperatura giusta è quella che non misceli più al rubinetto,” dice Marco, idraulico da vent’anni. “Ogni grado tolto dalla vasca di stoccaggio risparmia dispersione 24 ore su 24.”
Ecco un mini-promemoria operativo:
- Per istantanei: imposta 45–48 °C e stabilizza la portata.
- Per serbatoi: stocca a 60 °C, metti una miscelatrice a 45–48 °C in uscita.
- Usa la modalità ECO se disponibile.
- Pulisci il filtro anticalcare ogni 1–3 mesi.
Errori comuni e piccoli upgrade che fanno la differenza
Molti tengono il boiler sempre acceso “per non restare senza”. Risultato: si pagano ore di mantenimento a vuoto. Prova la “fascia”: accensione 90 minuti prima della doccia tipica, spegnimento subito dopo. Se hai tariffa bioraria, sposta i cicli lunghi nelle ore più economiche. Chi ha fotovoltaico può sincronizzare il riscaldamento nelle ore di sole, sfruttando il surplus. Una routine che non si sente addosso, ma si vede in bolletta.
L’altro inciampo è la miscelazione al rubinetto. Se apri quasi tutta acqua calda e poi raffreddi con la fredda, stai distruggendo efficienza. Meglio aprire solo la calda e regolare la portata, così lo scaldabagno lavora stabile e non “impazzisce”. Occhio al calcare: una resistenza incrostata consuma molto di più. Una pulizia annuale e l’anodo al magnesio controllato prolungano la vita del serbatoio e riducono i consumi. Piccole manutenzioni, grandi ritorni.
Quante volte ci diciamo che “tanto un grado non cambia”? È l’opposto.
“Nel mio condominio abbiamo abbassato la mandata a 50 °C sugli istantanei: comfort identico, consumi giù in poche settimane,” racconta Sara, amministratrice.
E per fissare le cose da fare all’istante:
- Temperatura di consegna 48–50 °C ai rubinetti, senza miscelare a valle.
- Timer o calendario smart per tagliare le ore morte.
- Coibentazione del serbatoio e delle tubazioni più esposte.
- Doccetta a risparmio idrico: meno litri, stesso comfort.
Non serve stravolgere le abitudini. Serve qualche vite girata al punto giusto. La temperatura corretta, un timer furbo, una miscelatrice ben tarata: tre mosse che liberano soldi e togliono frustrazione. Sì, c’è il tema sicurezza: per i serbatoi, mantenere 60 °C di stoccaggio con miscelatrice limita i rischi microbiologici, mentre sugli istantanei si lavora alla temperatura di uso. Se ti ritrovi ancora con docce a sbalzi, forse è solo calcare o una portata dell’acqua da ritarare. Il bello? Si fa una volta, si gode tutto l’anno.
Il cuore è qui: smettere di “cuocere” l’acqua per poi raffreddarla. Sostituire l’ansia di restare senza con il controllo del quando e del quanto. Una casa che risponde alle tue abitudini, non il contrario. La domanda che resta aperta è semplice e un po’ scomoda: quanto paghi per distrazione e quanto per necessità?
| Point clé | Détail | Intérêt pour le lecteur |
|---|---|---|
| Imposta la temperatura giusta | 48–50 °C in uscita; 60 °C di stoccaggio con miscelatrice sui serbatoi | Riduci dispersioni e resti in comfort |
| Programma i tempi | Finestre mattina/sera, tariffa bioraria, sincronizza col sole | Paghi l’energia quando costa meno |
| Combatti il calcare | Pulizia filtro, verifica anodo, decalcificazione periodica | Boiler più efficiente e longevo |
FAQ :
- Qual è l’impostazione “segreta” dello scaldabagno?La regolazione del termostato: riduci la temperatura di consegna a 48–50 °C (istantanei) o stocca a 60 °C con miscelatrice in uscita (serbatoi). Meno dispersioni, stesso comfort.
- Abbassare la temperatura è sicuro?Per i serbatoi conserva 60 °C di stoccaggio e usa una miscelatrice per erogare 45–48 °C ai rubinetti. Sugli istantanei imposta direttamente la temperatura di uso.
- Conviene spegnere lo scaldabagno ogni giorno?Sì, se usi finestre di funzionamento mirate. Timer o presa smart adeguata alla potenza rendono automatico il rituale e tagliano le ore inutili.
- Perché la doccia va a sbalzi?Portata instabile, miscelazione al rubinetto e calcare sono i colpevoli tipici. Stabilizza la portata e riduci la miscelazione fredda. Pulisci il soffione e i filtri.
- La modalità ECO serve davvero?Sui modelli compatibili limita la temperatura e ottimizza i cicli. Non fa miracoli, ma combinata con una temperatura più bassa e un timer dà risultati visibili.










Grazie per la guida! Ho tolto 5 gradi e messo un timer: niente più miscelazione inutile e la bolletta è scesa di circa il 9%. Consigli pratici e chiari.
Una domanda: mantenere il boiler a 60 °C non vanifica il risparmio? Scaldare di più per poi miscelare sembra controintuivo. Capisco il tema legionella, ma in un appartamento piccolo conviene davvero rispetto a tenere 50–52 °C fissi? Avete dati comparativi su dispersione vs rischio igienico?