Infissi in alluminio che sudano col gelo: Il problema che nessuno ti dice

Infissi in alluminio che sudano col gelo: Il problema che nessuno ti dice

Gocce che scendono lente dal profilo della finestra, fino a bagnare il davanzale e gonfiare il legno. Tutti parlano del vetro, quasi nessuno del telaio.

La prima volta me ne sono accorto all’alba, col respiro che faceva fumo. La cucina era tiepida, la moka borbottava, eppure le cornici lucide erano già segnate: linea di condensa, poi gocce, poi piccoli rigagnoli. Ho toccato l’alluminio: gelido, più del vetro. Il tergivetro da doccia era appeso dietro la porta, l’ho passato sulle battute come fosse una piastrella. Qualche panno, finestra socchiusa, via gli aloni per dieci minuti. Poi ricominciava. Ho guardato fuori, la brina abbracciava il cortile come zucchero a velo. Dentro, un odore d’umido sottile. Il vicino mi ha detto: “È normale con l’inverno”. Ho sorriso, ma non ero convinto. Qualcosa non torna.

Perché l’alluminio “suda” col gelo

L’alluminio è un atleta del freddo: conduce come pochi. Quando fuori gela e dentro si cucina, respira, si asciugano i panni, il vapore cerca la superficie più fredda per trasformarsi in acqua. Quella superficie, spesso, non è il vetro, ma il profilo metallico. Il risultato è semplice: se il metallo scende sotto il punto di rugiada dell’aria interna, l’acqua si deposita. Sembra magia, è fisica di casa.

Una mattina di gennaio ho tirato fuori un igrometro: 20 °C in cucina, umidità al 60%. Punto di rugiada attorno ai 12 °C. Ho puntato un termometro IR sul telaio: 6-7 °C. Gocce immediate. Sul vetro con basso emissivo, invece, 12-13 °C al bordo e niente perle d’acqua al centro. Milano era a -2 °C, riscaldamento a pavimento acceso da ore. Piccoli numeri che raccontano una scena quotidiana.

Ecco il nodo: i vetri moderni tagliano la dispersione, ma i telai vecchi, o senza taglio termico, restano ponti per il freddo. L’aria interna calda e umida tocca l’alluminio freddo, condensa e scivola. Eppure molti pensano subito a spifferi o a infiltrazioni: spesso non c’entrano. Se i fori di drenaggio sono liberi e le guarnizioni fanno contatto, il “problema” è l’equilibrio termico e l’umidità, non l’acqua che entra da fuori. Il telaio diventa una piccola grotta di ghiaccio in miniatura.

Cosa fare oggi, domani e prima del prossimo gelo

C’è un gesto semplice che cambia il gioco: la microventilazione. Apri le ante in opposti per 5-7 minuti, due volte al giorno, quando l’aria esterna è secca e fredda. L’aria nuova porta via vapore in fretta, senza raffreddare i muri. Se hai i nottolini con scatto di microapertura, usali nelle ore più umide: cucina, doccia, stendibiancheria. Panni e panno, in questo ordine.

Molti inciampano nelle abitudini. Si cucina a lungo senza cappa, si fa la doccia con la porta chiusa, si stendono i jeans in salotto. Ci siamo passati tutti: la casa diventa una serra invernale. Diciamolo chiaro: nessuno lo fa davvero ogni giorno. Allora crea piccole routine sostenibili: arieggiamento puntuale, coperchi sulle pentole, deumidificatore portatile accanto alla finestra più esposta. Poche mosse, ripetute, fanno la differenza.

Se le gocce persistono nonostante le buone pratiche, serve una verifica mirata.

“Non sempre devi cambiare tutto: a volte basta liberare i fori di drenaggio, sostituire le guarnizioni e montare un vetro con canalina warm edge”, mi dice un installatore con le mani segnate dal freddo.

  • Pulisci i fori di drenaggio nel telaio con uno scovolino.
  • Controlla le guarnizioni: se sono secche o schiacciate, cambiale (EPDM è una buona scelta).
  • Valuta vetri basso emissivi e canalina a bordo caldo per rialzare la temperatura al perimetro.
  • Riduci le fonti di vapore: cottura, doccia, panni. Piccoli limiti, grandi effetti.
  • Se la casa “trattiene” umidità, una VMC puntuale nei bagni o in cucina è un alleato silenzioso.

Quando intervenire sul sistema: dal retrofit alla sostituzione

Non tutti gli infissi sono uguali. Quelli in alluminio senza ponte termico interrompibile scendono di temperatura in fretta. Se il tuo telaio è di vecchia generazione, un retrofit può aiutare: guarnizioni nuove, profili copricomplanari, vetrocamera performante con canalina warm edge. Se i profili sono molto datati, la sostituzione con sistemi a taglio termico cambia il microclima della stanza. E i vetri non sono gli unici attori.

Poi c’è la casa che “spinge”: muri freddi, cappotto assente, ricambi d’aria scarsi. Lì la condensa trova sempre un punto debole, infisso o angolo del soffitto. Una VMC decentralizzata, anche solo in cucina o bagno, stabilizza l’umidità. Non fa miracoli, ma limita i picchi dopo la doccia o la pasta che bolle. La differenza la senti in due settimane.

L’occhio vuole la prova: prendi un igrometro e un termometro IR. Misura umidità, temperatura dell’aria e dei profili nelle giornate fredde. Segna su un foglietto quando compaiono le gocce. In poche mattine capirai la tua soglia di rischio. Quella mappa casalinga vale più di mille opinioni.

Chi vive la casa lo sa: l’acqua sulle cornici non è solo fastidio, racconta la trama nascosta tra calore, abitudini e materiali. Una cucina dove si chiacchiera fino a tardi produce vapore come un piccolo ristorante. Una stanza con piante tropicali è un microclima. Un telaio in alluminio senza taglio termico è un invito al freddo. Metti insieme i pezzi e la storia cambia. Condividere trucchi reali tra vicini, misurare senza ansia, cambiare due abitudini, a volte un profilo. Non esiste una regola uguale per tutti. Esiste la tua finestra, nel tuo inverno.

Point clé Détail Intérêt pour le lecteur
Punto di rugiada e profili freddi L’alluminio conduce e abbassa la temperatura superficiale sotto la soglia di condensa Capire il “perché” delle gocce per intervenire con criterio
Routine di microventilazione Arieggiamento breve e intenso, nei momenti giusti, con supporto di cappa e deumidificatore Ridurre subito l’umidità senza raffreddare la casa
Retrofit e scelte tecniche Guarnizioni, warm edge, VMC puntuale, profili a taglio termico Decidere cosa conviene tra manutenzione e sostituzione

FAQ :

  • Perché l’alluminio fa condensa più del legno?Perché è molto più conduttivo: si raffredda in fretta e raggiunge temperature sotto il punto di rugiada dell’aria interna.
  • I doppi vetri eliminano il problema?Migliorano la zona vetrata, ma se il telaio resta freddo, le gocce migrano sul profilo e sul bordo.
  • La condensa sugli infissi porta muffa?Se ristagna su guarnizioni e pareti vicine, sì. Asciugare e ventilare riduce il rischio.
  • Meglio deumidificatore o VMC?Deumidificatore per intervenire subito in una stanza; VMC per stabilizzare i ricambi nel tempo.
  • Ha senso cambiare infissi solo per la condensa?Se il problema è costante e i profili sono senza taglio termico, la sostituzione può cambiare davvero il comfort.

2 commenti su “Infissi in alluminio che sudano col gelo: Il problema che nessuno ti dice”

  1. Con una VMC puntuale in bagno, ha senso aggiungere un deumidificatore in cucina o rischio di asciugare troppo l’aria? Consigli su valori target di umiditá in inverno (40–50%) e tempi di microventilazione?

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Torna in alto