Un’automobilista scuote l’acqua dal cappuccio, alza i tergicristalli come due piccoli bracci in resa e se ne va con il passo svelto di chi pensa di aver fatto la cosa giusta. Lo rivedo la mattina, col parabrezza pulito e la fila di auto accanto con le “antenne” su, come un rito urbano che si ripete ogni inverno. C’è chi lo chiama trucco da veterani, chi giura che rovini le molle e costi caro nel tempo. La verità, come spesso succede, si nasconde nei dettagli. Una domanda semplice si incastra tra le mani fredde e la gomma dei tergi. Genialata o danno?
Perché alzare i tergi di notte seduce così tanto
L’idea è seducente perché promette un risveglio senza incrostazioni. Niente ghiaccio che incolla la lama al vetro, niente resina o polvere cementata dalla rugiada. Si alzano i bracci, si scende dall’auto, e il problema scompare come un pensiero in meno in una giornata già piena.
In città fredde lo vedi spesso dopo una gelata improvvisa. Un vicino alza i tergi a novembre, sorride, e al mattino parte con un colpo di spruzzo come fosse luglio. Dall’altra parte del marciapiede, un altro gratta via croste di ghiaccio con la carta del supermercato. La scena vale più di mille consigli.
Dietro l’abitudine c’è una logica semplice: ridurre l’attrito tra gomma e vetro quando l’umidità congela. La gomma non si incolla, non si strappa al primo avvio, non si deforma a freddo. Sollevare i tergi è un modo per proteggere la lama nei climi duri e guadagnare minuti preziosi alla partenza.
Come farlo senza fare danni
Il gesto giusto è pulito e breve. Parcheggia, solleva il braccio fino al click naturale, lascia la lama sospesa lontano dal vetro e basta, niente torsioni laterali o colpetti. Se temi la polvere estiva, un panno morbido sul vetro la notte funziona come scudo semplice.
Gli errori nascono dalla fretta. Non lasciare i tergi alzati per settimane sotto il sole, non usarli come ganci per il ghiaccio, non farli scattare sul vetro. Ci siamo passati tutti, quel “tac” secco che fa stringere i denti. Diciamocelo: nessuno lo fa davvero ogni giorno.
“La molla lavora più a lungo in estensione, ma soffre di più con gli scatti che con la posizione fissa,” mi ha detto un meccanico con vent’anni di braccia sporche di officina.
Meglio un’abitudine coerente che un gesto violento al mattino.
- Clima freddo e gelate? Alza i tergi la notte, poi abbassali dolcemente.
- Estate piena e sole diretto? Meglio un parasole che lasciare i bracci in tensione.
- Neve prevista? Sollevali e spazzola prima il vetro, mai avviare i tergi sotto il peso.
- Auto in strada ventosa? Evita di lasciarli alzati: le raffiche possono piegare i bracci.
Genialata o danno? La risposta onesta
Le molle dei tergicristalli sono progettate per restare in carico anni interi. Il loro nemico non è la notte in posizione alzata, ma l’uso brusco, i cicli a vuoto su vetro secco e i colpi dati al ghiaccio. Il danno si accumula quando la molla subisce stress ripetuti fuori asse, non quando regge la lama sospesa per qualche ora. Nei climi dove il ghiaccio si incolla come cemento, alzare i tergi è una scelta sensata. Dove l’inverno è mite, vale quasi solo come comodità. Resta un gesto che funziona se capito, non copiato alla cieca.
La scena del parcheggio, con quelle braccia in aria, parla di noi e dei nostri piccoli rituali per rendere la vita un filo più semplice. Proteggere la gomma d’inverno, evitare lo strappo del primo click, arrivare puntuali. Il confine tra genialata e leggenda metropolitana cambia con la temperatura, con il vento, con il sole di mezzogiorno che cuoce anche l’acciaio. Ci sono notti in cui alzare i tergi ti salva mezz’ora, e giornate in cui è meglio non toccarli proprio. A volte è un atto di cura, altre un eccesso di zelo. La domanda rimane aperta, ed è il bello di parlarne in piazzale.
| Point clé | Détail | Intérêt pour le lecteur |
|---|---|---|
| Quando alzare | Gelate, neve annunciata, rischio di lama incollata | Partenza più rapida e gomma protetta |
| Quando evitare | Sole estivo prolungato, vento forte, lunghe soste | Meno stress alla molla e meno rischi di piega |
| Alternative | Parasole, panno sul vetro, de-icing spray, coperture magnetiche | Stessa protezione senza lasciare i bracci in estensione |
FAQ :
- Alzare i tergi rovina le molle?Una notte ogni tanto no. I problemi nascono da scatti violenti, sole prolungato e torsioni.
- È utile anche senza gelo?Sì, se c’è polvere o resina notturna. Ma un parasole o un panno fanno spesso meglio.
- Meglio alzarli con la neve?Sì, così spazzi il vetro prima. Non avviare mai i tergi sotto il peso.
- Quanto incide sul motore dei tergi?Zero, se li abbassi prima di partire. Il motore soffre quando muove lame bloccate.
- Le case auto lo sconsigliano?Alcuni manuali non lo citano, altri lo tollerano. Vale la regola del buon senso e del clima locale.










Genialata finché il vento non te li piega come antenne da grillo. Successo a me: 50€ e un braccio nuovo. Vale davvero la pena in città ventose?
Da meccanico: la molla lavora in estensione ma soffre gli scatti e le torsioni. Io consiglio di alzare solo con gelate vere, poi abbassare dolcemente prima di accendere i tergi. Niente “tac” sul vetro.