Occhiali da sole sulla neve: la linea sottile tra sfida e abbaglio che ti brucia gli occhi per ore, anche a nuvole chiuse. La montagna non scherza, la luce nemmeno.
Gli sciatori stringono le fibbie, controllano le pelli, qualcuno alza il bavero contro il vento secco. Il riverbero sale dalla neve come un mare bianco, entra negli occhi, scivola sotto la visiera. C’è quell’odore di crema solare e lana bagnata, e una sensazione di luce che non finisce più, neanche quando giri lo sguardo. Un ragazzo fa finta di niente, gli occhiali restano nel casco. A metà mattina strizza gli occhi, li sfrega, poi sorride per non preoccuparsi. La sera, in rifugio, li tiene chiusi perché il neon gli fa male e l’aria punge. Sembra un capriccio. Non lo è.
Occhiali sulla neve: protezione, non moda
La neve riflette la radiazione UV come uno specchio naturale, amplifica una luce che già in quota è più intensa. Gli occhi hanno una soglia di tolleranza, ma sulla neve la superi in fretta, anche se il cielo è lattiginoso o la visibilità scarsa. Le lenti scure da città non bastano, i filtri leggeri neppure. Qui si parla di cornea, di epitelio, di microlesioni che non vedi ma senti quando è tardi. Non è vanità, è salute. La montagna non premia chi fa l’eroe: premia chi vede bene fino all’ultima curva.
Luca è salito a 2.800 metri in una mattina limpida, l’aria tesa e asciutta. Ha pensato che gli occhiali tecnici fossero “troppo”, e in tasca aveva un paio da città. Tre ore dopo lacrimava a raffica, fotofobia violenta, ogni lampada un coltello. Al pronto soccorso gli hanno parlato di fotocongiuntivite attinica, la cosiddetta cecità da neve. A quell’altitudine la dose di UV cresce circa del 10% ogni 1.000 metri, e il manto nevoso può rimandarti indietro fino all’80% della radiazione. Non serve il sole estivo: serve la fisica, che non guarda l’outfit.
La cecità da neve è una “scottatura” della cornea causata soprattutto dagli UVB. I sintomi arrivano dopo ore: bruciore, dolore sordo che pulsa, lacrimazione continua, palpebre che non vogliono aprirsi. È autolimitante, ma può rovinarti giorni e aumentare la sensibilità nel tempo. I bambini sono più vulnerabili, perché le strutture oculari filtrano meno e stanno spesso ad altezza neve. Le lenti a contatto non proteggono gli occhi dalla radiazione diffusa e riflessa, anzi possono peggiorare il fastidio se l’occhio si infiamma. La prevenzione è semplice, se inizi prima di salire.
Scegliere e usare gli occhiali giusti
Parti dalla base: filtro con protezione UV 100% certificata secondo EN ISO 12312-1 e categorie di trasmissione adeguate. Sulla neve, cerca categoria 3 per giornate limpide e categoria 4 per ghiacciaio o alta quota estrema, ricordando che la 4 non è adatta alla guida. Montatura avvolgente o con paraventi laterali, ponte stabile, lenti abbastanza grandi da coprire bene. Trattamento antiriflesso sul lato interno e, se ti piace, specchiatura utile a tagliare il riverbero. Polarizzate? Utili sul ghiaccio, ma occhio ai display degli orologi o del GPS che possono diventare illeggibili.
Usali sempre, anche con cielo lattiginoso o neve che “fuma”. L’UV passa e la riflessione non scompare con le nuvole. Non strofinare le lenti con i guanti: la microfibra in tasca pesa nulla e salva trasparenza e durata. Evita di lasciarle al sole sul cruscotto o sul tavolo di terrazza: caldo e raggi rovinano trattamenti e resine. Sostituisci lenti graffiate, perché diffondono la luce e affaticano l’occhio. Bambini e principianti ne hanno bisogno quanto gli esperti, forse di più. A tutti è capitato quel momento in cui ti dici “oggi no, sto poco fuori” e poi resti ore tra piste e ciaspole.
Diciamolo chiaro: nessuno lo fa davvero ogni giorno. Metti una routine semplice e fai pace con la praticità. Occhiali a portata, elastico di sicurezza se cadi, maschera in zaino per il vento di traverso e nevischio. Se porti casco, prova l’insieme in negozio: niente spifferi tra montatura e fronte. Chi usa lenti correttive valuti clip ottiche o maschere OTG, così non si rinuncia alla nitidezza. Un piccolo check prima di partire evita figure da talpa a fine giornata.
“La neve è bellissima, ma l’occhio non ha allarmi sonori per l’UV. Quando senti male, il danno è già fatto. La prevenzione è un gesto minuscolo, l’effetto è enorme.” — Dott. Marco Rossi, oculista
- Verifica la marcatura CE e la norma EN ISO 12312-1
- Preferisci montature avvolgenti o con paraventi
- Categoria 3 per sole pieno, 4 per ghiacciaio estremo
- Trattamento antiriflesso interno e buona ventilazione
- Maschera da neve per vento forte e bufera
Guardare la montagna con occhi nuovi
La protezione giusta non toglie poesia alla neve, la rende più nitida. Vedi i cristalli disegnare ombre azzurre, leggi il terreno, anticipi i dossi e ti godi la giornata fino al tramonto. Cambia il gesto più semplice: metti gli occhiali prima di uscire dal rifugio, li riabbassi quando togli il casco, li pulisci con calma mentre aspetti il tuo turno all’impianto. La differenza si sente nel corpo e nella testa, perché la luce non ti consuma. La montagna resta un gioco serio, e gli occhi il tuo primo strumento. I ricordi migliori nascono da quello che riesci a guardare senza dolore. E da ciò che scegli di proteggere.
| Point clé | Détail | Intérêt pour le lecteur |
|---|---|---|
| Filtro UV corretto | EN ISO 12312-1, UV 100%, categorie 3-4 | Riduce rischio di fotocongiuntivite e affaticamento |
| Montatura e copertura | Avvolgente, paraventi, antiriflesso interno | Protegge da luce laterale e riverbero della neve |
| Abitudini intelligenti | Occhiali sempre, pulizia microfibra, ricambio lenti | Visione stabile tutto il giorno, meno fastidi |
FAQ :
- Gli occhiali scuri “fashion” vanno bene sulla neve?No. Servono lenti con filtro UV certificato e categoria 3 o 4. Il colore da solo non dice nulla sulla protezione.
- Meglio occhiali o maschera da sci?Dipende da meteo e attività. Occhiali per sole stabile e gite, maschera per vento, neve, velocità o polvere.
- La polarizzazione è obbligatoria?No. Aiuta sul ghiaccio e nel riverbero, può complicare la lettura di display. È una preferenza, non una regola.
- Con cielo coperto servono comunque?Sì. La neve riflette UV anche con nuvole. Il rischio c’è, il disagio arriva dopo ore.
- I bambini hanno esigenze diverse?Sì. Lenti con UV 100%, montatura avvolgente, elastico e misure adatte. Più tempo fuori, più protezione serve.










Excellent rappel: la neige renvoie jusqu’à 80% des UV, et à 2 800 m ça tape. Merci pour les précisions EN ISO 12312-1, cat. 3 pour le beau, 4 pour le glacier (pas au volant). La cécité des neiges, on croit que c’est un caprice… jusqu’au soir. J’équipe aussi les enfants.