Bere alcol per scaldarsi: Il mito pericoloso che aumenta il rischio ipotermia

Bere alcol per scaldarsi: Il mito pericoloso che aumenta il rischio ipotermia

Quando fa freddo, il primo riflesso sembra ovvio: un goccetto per scaldarsi. È un gesto sociale, quasi rituale, che dà un calore immediato sulla pelle. Quel calore, però, è il trucco più rischioso dell’inverno: aumenta il pericolo di ipotermia senza che te ne accorga.

Un amico ti passa una grappa, l’alcol sale rapido al volto e alle orecchie, senti una fitta di tepore, la risata si allarga, la porta si apre, il freddo entra ma tu non te ne curi. Poi esci, tutto sembra gestibile, cammini più spedito del solito, il cappello scivola un po’, i guanti restano in tasca perché “non servono”, il corpo si sente coraggioso e brillante. A metà strada, però, qualcosa cambia: tremi di meno, muovi le dita a fatica, la pelle brucia e poi scompare. *Era un miraggio.*

Il trucco caldo sulla pelle

L’alcol dilata i vasi sanguigni periferici. Il sangue scorre più in superficie e la pelle sembra scaldarsi, come se una mano invisibile avesse alzato la temperatura. È una sensazione vera e traditrice, un effetto lampo che confonde il segnale di allarme del corpo.

Un soccorritore di montagna lo spiega con una scena semplice: “quando troviamo qualcuno infreddolito con odore di alcol, ha le guance rosse ma il busto è freddissimo”. Pensa a un gruppo fuori da un rifugio, due shot per “fare coraggio”, una discesa breve tra risate e telefoni alti. Dopo venti minuti, il vento cancella i sorrisi e uno del gruppo rallenta, parla poco, risponde tardi alle domande.

L’illusione nasce dal fatto che il calore scappa proprio dove lo senti. La vasodilatazione accelera la perdita di calore dal centro del corpo verso la pelle e poi nell’aria. Il brivido, che aiuta a produrre calore, viene smorzato dall’alcol, e anche la percezione del rischio si annebbia. **L’alcol non crea calore: lo disperde.**

Come scaldarsi davvero (e senza rischi)

Il metodo più efficace è sorprendentemente semplice: tre strati. Uno traspirante a contatto, uno isolante che intrappola l’aria, uno esterno che ferma vento e pioggia. Aggiungi una bevanda calda non alcolica e piccoli movimenti continui, mani e piedi compresi.

Gli errori più comuni? Uscire già sudati, usare il cotone che resta bagnato, scoprire il collo “solo per un minuto”. Abbiamo tutti vissuto quel momento in cui abbassi la cerniera “per respirare” e poi te ne dimentichi. Diciamolo: nessuno lo fa davvero tutti i giorni.

Serve anche cambiare mentalità: il calore è un progetto, non un brivido di pancia. **Tre strati battono tre shots.**

“Il calore non è qualcosa che bevi. È qualcosa che costruisci e difendi, minuto dopo minuto”.

  • Controllo 60 secondi prima di uscire: testa, collo, polsi, caviglie coperti.
  • Termos: tè o brodo caldo, piccolo e sempre nella borsa.
  • Pausa al riparo ogni 30-40 minuti se c’è vento forte.
  • Calze asciutte di riserva e sacchetto per quelle bagnate.
  • Se senti “tepore strano” dopo freddo intenso, rientra subito.

Ascoltare il corpo nel freddo

Il punto chiave è che il corpo manda segnali chiari, e l’alcol li copre come musica alta. Il primo allarme è la goffaggine nelle mani, poi la lentezza nel parlare, poi il desiderio improvviso di sedersi. **Il corpo non mente.**

Non si tratta di moralismi, ma di scelte pratiche. Cambia la domanda: non “cosa mi scalda subito?”, bensì “cosa conserva davvero il mio calore per la prossima ora?”. La risposta sta nei materiali, nel ritmo, nelle pause, non nel bicchiere.

Condividere questa verità tra amici salva serate, gite, allenamenti. Crea un patto gentile: ci scaldiamo insieme, con metodo, senza fare gli eroi di cartolina. L’inverno ti mette alla prova, ma non pretende coraggio alcolico. Pretende lucidità.

Quando il freddo educa

L’inverno, alla fine, è un insegnante strano. Se gli vai incontro con un colpo in gola ti illude, se lo ascolti ti regala paesaggi nitidi e fiato pulito. Le scelte piccole — un cappello in più, una sosta al chiuso, acqua calda invece di grappa — cambiano l’epilogo di una camminata o di un ritorno a casa sotto la pioggia.

Non è vietato il brindisi, è sbagliato affidargli il compito del termostato. La differenza è sottile e decisiva, come una zip tirata su al momento giusto. Prova a raccontarlo al tuo gruppo, davanti a una cioccolata fumante: qualcuno farà una battuta, qualcun altro ti ringrazierà al prossimo vento tagliente.

E chissà, magari tra un mese ti sorprenderai a riconoscere quel “calore falso” al primo pizzicore sulle guance. Lo chiamerai per nome, gli sorriderai da lontano e gli volterai le spalle. Il freddo, allora, sarà solo freddo, non una trappola.

Point clé Détail Intérêt pour le lecteur
Perché l’alcol “scalda” sulla pelle Vasodilatazione periferica, perdita accelerata di calore dal core Capire l’illusione per evitare scelte rischiose
Segnali di ipotermia lieve Goffaggine, lentezza mentale, brividi che calano Riconoscere quando fermarsi e rientrare
Strategie che funzionano Tre strati, bevande calde non alcoliche, pause al riparo Toolkit pratico da usare subito all’aperto

FAQ :

  • Un “goccetto” prima di uscire aiuta almeno a partire?No, offre solo calore superficiale e accelera la dispersione. Meglio bere caldo senza alcol e muoversi dolcemente.
  • Il vino rosso è diverso dai superalcolici?La vasodilatazione accade con ogni alcol. Cambia la velocità, non l’effetto finale sul calore interno.
  • Alcol con caffè: soluzione furba?La caffeina ti fa sentire sveglio, l’alcol ti fa perdere calore. L’abbinata maschera la stanchezza e i segnali del corpo.
  • Posso usare l’alcol “dopo”, quando rientro?Meglio rimandare finché non sei asciutto, al caldo e nutrito. Prima reidratati e mangia qualcosa di caldo e salato.
  • Come scaldo le mani congelate senza rischi?Metti le mani nelle ascelle o tra due strati asciutti, muovi le dita, bevi qualcosa di caldo. Evita acqua troppo calda e sfregamenti violenti.

2 commenti su “Bere alcol per scaldarsi: Il mito pericoloso che aumenta il rischio ipotermia”

  1. maximeinfinité

    Franchement, on a toujours pris un petit goccetto au froid et personne n’a fini en hypotermie dans mon groupe. L’effet “mirage” est si fort que ça ? Vous avez des sources/études (hors anecdotes de secours en montagne) à partager ?

  2. olivier_légende

    Super article, merci! L’explication sur la vasodilatation périphérique et la perte de chaleur depuis le “core” est limpide. Je garde le mantra: boire chaud, bouger doux, couches adaptées.

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